È atteso a Torino l’incontro tra i vertici di Stellantis, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la vicepresidente Roberta Angelilli. Al centro del confronto ci sarà la grave situazione dello stabilimento di Cassino, alle prese con continui arresti della produzione.
Nei primi nove mesi dell’anno, il sito ha lavorato appena 56 giorni, mentre per 118 giornate è rimasto fermo con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Stellantis ha ribadito che non è prevista la chiusura dello stabilimento e che non ci saranno licenziamenti diretti, ma resta alta la preoccupazione per l’intero indotto del Lazio meridionale.
Oltre duemila addetti del comparto manifatturiero, insieme ai lavoratori della logistica e della manutenzione, rischiano di non riuscire a resistere fino alle novità annunciate nel piano industriale di dicembre. Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, chiede una programmazione chiara sui volumi produttivi e sui modelli futuri: in assenza di indicazioni, molte imprese della filiera potrebbero chiudere tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Per tutelare il patrimonio di competenze del territorio, Unindustria sollecita l’apertura immediata di un tavolo tecnico permanente con il Mimit. L’obiettivo è accompagnare il sistema produttivo nella transizione verso l’elettrico e le nuove tecnologie.