Resta irrisolta la partita per la presidenza del Consiglio comunale di Frosinone. Anche Carlo Gagliardi, esponente della lista Marzi, non ha ottenuto i consensi necessari per chiudere una vicenda che si protrae ormai da tempo.
Il voto segreto ha però evidenziato alcuni movimenti nell’Aula: Gagliardi è salito dai 9 voti della prima votazione ai 12 della seconda, senza tuttavia raggiungere il quorum. Marco Ferrara è rimasto invece fermo a quota 6, mentre le schede bianche sono scese da 11 a 10.
I numeri confermano una situazione politica ancora lontana dalla ricomposizione. Il sindaco Riccardo Mastrangeli aveva scelto di sostenere apertamente un esponente dell’opposizione, puntando su una soluzione capace di superare i confini della maggioranza. Il voto ha però mostrato che, almeno per ora, quella convergenza non si è realizzata.
Il nodo, dunque, non riguarda soltanto l’individuazione di un nome condivisibile, ma la costruzione di un accordo tra gruppi che continuano a muoversi con una certa autonomia. I tre voti guadagnati da Gagliardi dimostrano che qualche spostamento c’è stato, ma anche che la distanza dalla soluzione resta significativa.
La presidenza del Consiglio si conferma così lo specchio di un equilibrio politico ancora da definire. Per Mastrangeli si apre un’ulteriore fase di confronto, durante la quale verificare numeri, disponibilità e possibili intese. La questione ora è capire se attorno alla scelta del presidente sarà possibile costruire un accordo politico più ampio e abbastanza solido da superare lo stallo.