Termina con un pareggio per 1-1 la sfida del Ferraris tra Genoa e Frosinone. Gli ospiti passano avanti nel primo tempo con Kvernadze, ma a inizio ripresa Vasquez ristabilisce l’equilibrio.
Il Genoa aveva avuto l’opportunità di sbloccare il risultato, ma Colombo ha fallito un calcio di rigore poco prima dell’intervallo. Si è trattato del primo penalty assegnato in questo avvio di stagione dopo 31 partite. In precedenza era stato annullato anche un gol di Baldanzi, per la posizione irregolare dell’autore dell’assist Ellertsson.
Nel finale Vasquez, autore della rete rossoblù, è stato espulso per doppia ammonizione. Per la squadra allenata da De Rossi arriva così il primo punto stagionale, nella giornata dell’esordio di El Shaarawy, accolto con entusiasmo dal pubblico. Il Genoa, soprattutto nel primo tempo, è però sembrato ancora lontano dalla migliore condizione.
Di contro, il Frosinone ha disputato una gara di grande personalità, giocando alla pari e in diversi momenti comandando il ritmo. La formazione di Alvini ha cercato con continuità la profondità, senza rinunciare a proporsi in avanti.
Il Genoa parte forte e al 4’ trova la rete con Baldanzi, servito in area da Ellertsson. La conclusione supera Palmisani, ma l’assistente alza la bandierina: il Var conferma il fuorigioco dell’esterno islandese. Superato il pericolo, il Frosinone prende campo, mentre i rossoblù arrivano spesso in ritardo sui palloni e mostrano poca connessione tra il centrocampo e gli attaccanti Colombo e Osmaijc.
Al 13’ gli ospiti passano in vantaggio. Schmid riparte in contropiede e serve centralmente Kvernadze, che controlla, supera Marcandalli e batte Bijlow. Il Genoa reagisce con Ehizibue, la cui conclusione viene deviata in corner, e con Baldanzi, fermato da una parata di Palmisani dopo un assist di Colombo.
Il Frosinone continua a gestire la partita, mentre il Genoa attacca senza riuscire a rendersi davvero incisivo. Al 42’ una conclusione di Baldanzi viene intercettata con il braccio largo da Cittadini. Richiamato al Var, l’arbitro Rapuano assegna il rigore. Colombo spiazza Palmisani, ma calcia troppo angolato e manda il pallone fuori.
Durante l’intervallo De Rossi inserisce Messias, mentre Alvini sostituisce Cittadini, già ammonito, con Monterisi. Il Genoa torna in campo con maggiore aggressività e al 5’ trova il pareggio: corner dalla destra di Ehizibue e inserimento vincente di Vasquez, che firma l’1-1.
Al 15’ arriva il momento dell’esordio di El Shaarawy, accolto da un boato, al posto di Ehizibue. Dopo il pareggio entrambe le squadre cercano il gol decisivo. Kvernadze impegna Bijlow con una girata al 20’, mentre poco dopo Colombo costringe Palmisani alla parata.
La girandola delle sostituzioni prosegue: nel Genoa entra Vitinha, mentre nel Frosinone vengono mandati in campo Fini, Bobcek e Hasa. Vitinha ha una buona occasione al termine di una ripartenza avviata da Messias, ma Palmisani respinge la sua conclusione. Ci provano anche Meichtry, il cui tiro viene deviato in angolo, e Calò.
Al 41’ Vasquez trattiene Fini a centrocampo, riceve il secondo cartellino giallo e lascia il Genoa in dieci. Nel recupero il Frosinone prova a sfruttare la superiorità numerica, ma Bijlow salva su Bobcek.
Al triplice fischio arrivano i fischi dei sostenitori genoani, con l’eccezione della Gradinata Nord, mentre i tifosi del Frosinone festeggiano un punto meritato.
Alvini ha sottolineato il rammarico per non aver sfruttato le occasioni per chiudere la partita, pur riconoscendo che il pareggio è un risultato accettabile, considerando il rigore fallito dal Genoa e l’opportunità avuta da Baldanzi. Per il tecnico, la prestazione offerta a Genova rappresenta un importante segnale di identità, soprattutto perché in campo c’erano dieci debuttanti in Serie A.
L’allenatore ha apprezzato anche la gestione dei cambi e la capacità della squadra di reagire dopo l’1-1, senza farsi schiacciare dalla spinta del pubblico genoano. Secondo Alvini, il Frosinone ha palleggiato più del solito e lo ha fatto bene per diversi tratti, indicando questa come la strada da seguire. Resta il dispiacere per non aver trovato il gol nel finale, quando è mancata un po’ di lucidità.