Calcio, Serie A

Frosinone, la favola di Alvini e Raimondo: maestro e allievo

Il tecnico del Frosinone valorizza il gruppo della promozione e rilancia Raimondo, protagonista con gol e prestazioni decisive.

Frosinone, la favola di Alvini e Raimondo: maestro e allievo

Il Frosinone vola, segna e convince, riuscendo anche a mettere in discussione alcuni luoghi comuni del calcio italiano. Chi riteneva che la Serie A fosse un altro sport e che una neopromossa non potesse affidarsi agli uomini della Serie B è stato finora smentito dal lavoro di Max Alvini.

Fin dall’inizio del campionato, infatti, i ciociari hanno schierato nove undicesimi della squadra della passata stagione, con le sole eccezioni di Masini e Schmid, nonostante un mercato da oltre 32 milioni di euro. Sette degli undici titolari sono italiani: una scelta precisa di Alvini, che in poco più di un anno ha costruito una sorta di guardia pretoriana pronta a seguirlo in tutto.

Ghedjemis ha descritto così il rapporto con l’allenatore: è un tecnico che vuole il bene dei calciatori, riesce a farli crescere, dà tutto per vincere e trasmette affetto a ciascuno di loro. Un legame esemplificato dalla storia di Raimondo, autore di una tripletta, capocannoniere del torneo con sette reti, protagonista di numeri da record e punto fermo dell’Under 21.

Arrivato a Frosinone un anno fa in prestito dal Bologna, dopo una stagione negativa vissuta tra Venezia e Salernitana, Raimondo è stato rilanciato da Alvini. Il tecnico lo ha sempre schierato titolare, anche davanti alla concorrenza di attaccanti qualificati come Birligea e Bobcek.

Il bomber ha riconosciuto al mister gran parte dei propri progressi. Dopo un’annata che lui stesso ha definito disastrosa, a Frosinone ha contribuito con 11 gol alla promozione e, grazie al lavoro di Alvini, ha compiuto notevoli passi avanti. Per questo, ha sottolineato, non può che ringraziare il suo allenatore.

Alvini, però, mantiene un profilo basso e invita a non cercare formule miracolose. Se una squadra costruita in Serie B riesce a fare bene anche in A, il merito è di un’idea di calcio precisa e di un’identità riconoscibile. Il Frosinone, ha spiegato, segue sempre lo stesso percorso, senza esaltarsi troppo dopo una vittoria né drammatizzare in caso di sconfitta: dietro ai risultati ci sono soprattutto tanto lavoro e continuità.