La crisi politica al Comune di Frosinone entra in una fase ancora più delicata. Dieci consiglieri comunali hanno presentato un nuovo esposto al Prefetto di Frosinone e al Ministero dell’Interno, chiedendo di verificare l’eventuale esistenza dei presupposti di legge per lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.
L’iniziativa segue il Question Time del 2 settembre, durante il quale la presenza ridotta dei consiglieri di maggioranza ha riacceso le discussioni sulla solidità dell’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli.
La vicenda è legata alle dimissioni rassegnate il 30 maggio da Massimiliano Tagliaferri, che ha lasciato sia la presidenza del Consiglio comunale sia il proprio incarico di consigliere. Da quel momento, l’Aula non ha ancora eletto il nuovo presidente.
A sottoscrivere l’esposto sono Anselmo Pizzutelli, Pasquale Cirillo, Maria Antonietta Mirabella, Giovanni Bortone, Giovambattista Martino, Paolo Fanelli, Norberto Venturi, Teresa Petricca, Angelo Pizzutelli e Fabrizio Cristofari.
Secondo i firmatari, la mancata ricostituzione della presidenza e le conseguenti limitazioni all’attività consiliare avrebbero prodotto difficoltà nel regolare funzionamento dell’Aula. Tra gli aspetti contestati c’è anche la decisione di concentrare i lavori sugli atti considerati urgenti e non rinviabili.
Nell’esposto si chiede quindi a Prefettura e Ministero di accertare se la situazione possa rientrare nelle ipotesi di scioglimento indicate dall’articolo 141 del Testo Unico degli Enti Locali. La richiesta, sul piano giuridico, non comporta però lo scioglimento del Consiglio né fa scattare automaticamente la procedura.
Spetterà eventualmente alle autorità competenti valutare il quadro e verificare la presenza dei requisiti previsti dalla normativa. Il funzionamento dell’Aula era già stato sottoposto all’attenzione della Prefettura nelle scorse settimane, proprio in relazione alle conseguenze delle dimissioni del presidente.
Il nuovo esposto innalza ulteriormente il livello dello scontro politico. La questione non riguarda più soltanto l’elezione del nuovo presidente del Consiglio, ma anche la possibilità, contestata dai consiglieri, che l’attuale situazione possa proseguire senza una soluzione.
La prossima valutazione spetterà dunque alle autorità competenti. Sul piano politico, resta aperto il confronto per ricomporre gli equilibri della maggioranza e arrivare all’elezione del nuovo presidente dell’Aula.