A sette mesi dalla scomparsa di Leonardo Fiorini, il 27enne di Isola del Liri, si delinea il quadro investigativo della Procura di Roma. Gli inquirenti hanno escluso l’ipotesi di omicidio volontario nei confronti dell’amico presente al bed and breakfast di Monteverde la sera della tragedia. Tuttavia, l’attenzione si è spostata su altre accuse nei confronti di David Stojanovic, 26 anni, accusato di aver ceduto hashish a Fiorini e di non aver attivato i soccorsi in modo tempestivo dopo la caduta. Queste contestazioni, secondo l’accusa, avrebbero avuto un ruolo cruciale nell’esito fatale dell’incidente.
La decisione della Procura è giunta al termine di un lungo periodo di indagini, durante il quale sono stati esaminati dispositivi elettronici, raccolte testimonianze e ricostruiti i momenti antecedenti alla caduta del giovane informatico, dipendente del Ministero della Difesa. Le indagini hanno rivelato un quadro testimoniale contrastante: alcuni residenti hanno riferito di aver assistito a una lite tra i due amici, mentre altri hanno visto Stojanovic tentare di fermare la caduta di Fiorini e chiedere aiuto.
Inoltre, a supporto della ricostruzione della Procura, è emersa la testimonianza di un’ex compagna di Fiorini, che ha dichiarato che il giovane aveva mostrato in passato segni di grave alterazione comportamentale dopo aver assunto cannabis, nonostante non fosse un consumatore abituale. Questo precedente, secondo gli inquirenti, era noto anche all’indagato e avrebbe dovuto indurlo a una maggiore cautela. Un altro aspetto cruciale riguarda i soccorsi: la Procura sostiene che una richiesta di aiuto più rapida avrebbe potuto aumentare le possibilità di sopravvivenza per il ventisettenne. La vicenda ora si prepara a entrare nella fase processuale, dove il giudice valuterà le prove raccolte e le responsabilità dell’indagato.