Il sindaco Riccardo Mastrangeli è impegnato a ricomporre la frattura politica che tiene in stallo il Comune di Frosinone dallo scorso 30 maggio, quando Massimiliano Tagliaferri si è dimesso dalla presidenza del Consiglio comunale. Dopo otto votazioni senza esito e la bocciatura dei candidati indicati, da Ferrara a Fabrizi fino a Gagliardi, questa settimana è previsto un confronto allargato anche alle forze di opposizione per individuare una soluzione istituzionale.
La presidenza del Consiglio
Il primo nodo da sciogliere riguarda la guida dell’aula. L’ipotesi di affidare l’incarico a un esponente dell’opposizione, come il consigliere del Pd Angelo Pizzutelli, potrebbe favorire un’intesa trasversale. Nel centrosinistra, però, non mancano le perplessità: diversi consiglieri non intendono contribuire a sostenere l’amministrazione di centrodestra in vista delle prossime elezioni.
Giunta e veti incrociati
Se il sindaco riuscisse a raccogliere i 17 voti necessari per eleggere il presidente del Consiglio, si aprirebbe il capitolo della composizione della Giunta. Restano difficili i rapporti con Fratelli d’Italia, che potrebbe perdere i suoi due assessori di riferimento. Sul quadro pesano inoltre i vincoli posti dalle liste civiche e il possibile ruolo decisivo della lista Marzi.
La tenuta dell’amministrazione
Anche un eventuale accordo non eliminerebbe le incognite sulla governabilità. Con una maggioranza ridotta e divisa, ogni riunione del Consiglio comunale potrebbe rivelarsi determinante. A sei mesi dalla conclusione della consiliatura, portare avanti l’amministrazione senza un pesante logoramento politico appare un obiettivo particolarmente difficile.