È il momento decisivo per Riccardo Mastrangeli. Oggi il Consiglio comunale torna a riunirsi in seconda convocazione: al centro della seduta c’è l’elezione del nuovo presidente dell’Aula, per la quale servono 17 voti.
La questione è se la maggioranza riuscirà a raggiungere il numero necessario oppure se le divisioni interne al centrodestra e le dinamiche dei partiti nazionali finiranno per compromettere la prosecuzione del mandato amministrativo.
Il sindaco ha messo sul tavolo le proprie dimissioni, che diventerebbero irrevocabili qualora non si trovasse un’intesa tra i gruppi di maggioranza. Nel tentativo di riaprire il confronto e ristabilire gli equilibri della coalizione, ha inoltre azzerato la Giunta.
Resta però irrisolto il nodo politico legato alla componente vicina a Futuro Nazionale e alla lista Scaccia, da quindici anni al fianco del centrodestra cittadino. Le indicazioni espresse dai vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia hanno sollevato dubbi sulla compatibilità di quest’area con l’attuale maggioranza.
Si tratta di un passaggio che rende più complessa la trattativa e coinvolge direttamente gli equilibri tra le diverse forze del centrodestra. Le prossime ore chiariranno se sarà possibile trovare una sintesi, garantire i numeri in Consiglio e definire una nuova squadra di governo.
In caso contrario, si aprirebbe lo scenario della conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa e dell’arrivo di un commissario prefettizio alla guida del Comune.
Per Frosinone, quindi, non è in gioco soltanto la presidenza del Consiglio comunale, ma la tenuta stessa della maggioranza e la possibilità di proseguire l’amministrazione della città.