Le dimissioni annunciate ieri dal sindaco Riccardo Mastrangeli hanno aperto una fase decisiva per il Comune di Frosinone. Dopo aver informato il Prefetto, il primo cittadino ha convocato i capigruppo della maggioranza, chiedendo loro di individuare entro venerdì un candidato condiviso per la presidenza del Consiglio comunale.
La scelta del presidente rappresenta il punto di partenza per provare a ricomporre una maggioranza che da mesi non riesce a trovare un accordo sulla guida dell’aula. La trattativa, tuttavia, coinvolge ormai anche gli equilibri politici complessivi della coalizione.
Tra le candidature in discussione c’è quella di Paolo Fanelli, indicato da Fratelli d’Italia. Il suo nome potrebbe rendere più complesso il confronto, alla luce delle posizioni assunte negli ultimi mesi nei confronti dell’amministrazione, fino alla richiesta di scioglimento del Consiglio comunale presentata al Prefetto.
Rimane in campo anche l’ipotesi Lista Ottaviani, con la possibilità che la presidenza torni a una rappresentanza della civica che aveva espresso il precedente presidente Massimiliano Tagliaferri. In questo quadro è tornato a circolare il nome di Giampiero Fabrizi.
Un’ulteriore variabile è rappresentata dal vicesindaco Antonio Scaccia, che oggi fa riferimento all’area politica di Roberto Vannacci ed è coinvolto nel nuovo progetto di Futuro Nazionale. Una collocazione che aggiunge un altro elemento agli equilibri interni della maggioranza e rende decisiva la sua posizione nelle prossime ore.
Da questo passaggio potrebbe partire una trattativa più ampia. Alcuni gruppi chiedono infatti di intervenire non solo sulla presidenza del Consiglio, ma anche sulla composizione della Giunta, attraverso un possibile rimpasto e una nuova distribuzione delle deleghe. L’obiettivo è riequilibrare la rappresentanza delle diverse forze della coalizione.
I tempi sono però stretti. Mastrangeli ha indicato venerdì come termine ultimo per raggiungere un’intesa. Se non emergerà il nome del presidente, sabato è prevista una conferenza stampa durante la quale il sindaco potrebbe rendere irrevocabili le dimissioni presentate ieri.
La partita, dunque, non riguarda più soltanto la guida dell’aula: in gioco ci sono gli equilibri della maggioranza e il futuro politico del Comune di Frosinone.